Ripercorriamo in questo post della sezione Spedalino Amarcord la storia della Cava Briganti, di cui vi avevamo proposto una presentazione nella sezione Natura e Ambiente. Le informazioni che riportiamo di seguito derivano da una serie di ricerche e studi effettuati dalla scuola secondaria B.Sestini nell'anno scolastico 2007/2008 e pubblicate nel libro Goccia dopo Goccia.
La Cava Briganti si trova nella frazione di Spedalino Asnelli, in Via Giovannella ed ha una superficie di circa 80.000 mq. Poichè non è rimasto quasi niente che ricordi la sua storia e in particolare la vecchia cava di argilla, abbiamo dovuto cercare chi ricordasse come si lavorava nella fornace. Un prezioso contributo ce l'ha dato il Signor Degli Esposti che ci ha ospitato in casa per raccontarci come si svolgeva il lavoro nella cava.
Il proprietario della cava si chiamava Briganti ed è da lui che la fornace ha preso il nome. Era di Prato e aveva altre fornaci a San Giusto e Castel fiorentino. Comprò un podere a Agliana e tra il 1918 e il 1920 ci costruì la cava. Aveva due figli, uno era avvocato, l'altro ingegnere e mandava avanti la cava. Qui c'erano due ragionieri ma la direzione era a Prato. I lavori di questa fabbrica iniziarono subito dopo la Prima guerra mondiale ma si lavorava sempre a scartamento ridotto.
All'inizio la cava era piccola e l'argilla si estraeva a mano. In seguito, con l'aumento di richiesta di argilla e di mattoni, furono acquistati dai proprietari altri due poderi dove c'è l'attuale acquedotto. Il primo cavo, quello più piccolo, in seguito fu riempito di detriti e rottami e si iniziò a utilizzare quello più grande. In origine la cava non era come adesso ma era molto più piccola.