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lunedì 11 luglio 2016

La storia della Cava Briganti: Dall'estrazione dell'argilla nel Novecento a bacino idrico del nuovo millennio


Ripercorriamo in questo post della sezione Spedalino Amarcord la storia della Cava Briganti, di cui vi avevamo proposto una presentazione nella sezione Natura e Ambiente. Le informazioni che riportiamo di seguito derivano da una serie di ricerche e studi effettuati dalla scuola secondaria B.Sestini nell'anno scolastico 2007/2008 e pubblicate nel libro Goccia dopo Goccia.



La Cava Briganti si trova nella frazione di Spedalino Asnelli, in Via Giovannella ed ha una superficie di circa 80.000 mq. Poichè non è rimasto quasi niente che ricordi la sua storia e in particolare la vecchia cava di argilla, abbiamo dovuto cercare chi ricordasse come si lavorava nella fornace. Un prezioso contributo ce l'ha dato il Signor Degli Esposti che ci ha ospitato in casa per raccontarci come si svolgeva il lavoro nella cava.

Il proprietario della cava si chiamava Briganti ed è da lui che la fornace ha preso il nome. Era di Prato e aveva altre fornaci a San Giusto e Castel fiorentino. Comprò un podere a Agliana e tra il 1918 e il 1920 ci costruì la cava. Aveva due figli, uno era avvocato, l'altro ingegnere e mandava avanti la cava. Qui c'erano due ragionieri ma la direzione era a Prato. I lavori di questa fabbrica iniziarono subito dopo la Prima guerra mondiale ma si lavorava sempre a scartamento ridotto.

All'inizio la cava era piccola e l'argilla si estraeva a mano. In seguito, con l'aumento di richiesta di argilla e di mattoni, furono acquistati dai proprietari altri due poderi dove c'è l'attuale acquedotto. Il primo cavo, quello più piccolo, in seguito fu riempito di detriti e rottami e si iniziò a utilizzare quello più grande. In origine la cava non era come adesso ma era molto più piccola.


mercoledì 10 giugno 2015

Natura e Ambiente: La Cava Briganti [Presentazione]

La Cava Briganti è un bacino artificiale situato in Via Giovannella e profondo dodici metri e mezzo. E' stato edificato nel 1977 e successivamente ampliato nel 1997, aumentando la capacità di accumulo d'acqua di circa 100 mila metri cubi. L'acqua deriva dal fiume Agna e subisce processi di filtrazione e sterilizzazione effettuati da Publiacqua. 

Il nome della cava 'Briganti' fa riferimento alla fornace che prima della formazione del lago aveva il medesimo nominativo e veniva utilizzata per l'estrazione dell'argilla. Sul fondo del lago sono stati ritrovati alcuni materiali con cui è stata realizzata la Teca dei Ricordi. L'opera è stata progettata nel 1992 da Lindo Meoni con il proposito di tenere viva la memoria della fornace e le dure fatiche degli operai che ci hanno lavorato.

Per maggiori informazioni sulla storia della Cava Briganti, vi consigliamo la lettura del volume Goccia dopo goccia: si tratta di un'opera in forma cartacea e digitale che racchiude un'attenta analisi dei tre grandi bacini idrografici del nostro territorio realizzata dagli studenti dell'Istituto Bartolomeo Sestini nell'a.s 2007/2008.

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